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Friday, 1 June 2012

Adelante, con juicio......

La Cei ha diffuso le “Linee guida per i casi di abuso sessuale nei confronti dei minori da parte dei chierici” che seguono la Circolare della Congregazione della dottrina della fede del 3 maggio 2011.


È molto interessare leggere il contenuto di questi documenti nella parte relativa ai rapporti con le autorità civili.

Nella lettera circolare del 3 maggio 2011 della Congregazione della dottrina della fede si legge che «l’abuso sessuale di minori non è solo un delitto canonico, ma anche un crimine perseguito dall’autorità civile. (ma vá???!!!). Sebbene i rapporti con le autorità civili differiscano nei diversi paesi, tuttavia è importante cooperare con esse nell’ambito delle rispettive competenze. In particolare, va sempre dato seguito alle prescrizioni delle leggi civili per quanto riguarda il deferimento dei crimini alle autorità preposte, senza pregiudicare il foro interno sacramentale. Naturalmente, questa collaborazione non riguarda solo i casi di abusi commessi dai chierici, ma riguarda anche quei casi di abuso che coinvolgono il personale religioso o laico che opera nelle strutture ecclesiastiche».
Si sperava quindi che la Cei prescrivesse ai Vescovi di denunciare alle autorità civili i casi di abusi sessuale di cui erano venuti a conoscenza.

Invece nelle linee guida si legge che «i Vescovi sono esonerati dall’obbligo di deporre o di esibire documenti in merito a quanto conosciuto o detenuto per ragione del proprio ministero».

Secondo la Cei le autorità giudiziarie possono richiedere «eventuali informazioni o atti concernenti un procedimento giudiziario canonico (…) ma non possono costituire oggetto di un ordine di esibizione o di sequestro». Inoltre per la Cei «rimane ferma l’inviolabilità dell’archivio segreto del Vescovo previsto dal can. 489 CIC, e devono ritenersi sottratti a ordine di esibizione o a sequestro anche registri e archivi comunque istituiti ai sensi del CIC, salva sempre la comunicazione volontaria di singole informazioni». La Cei – in queste linee guida – ribadisce l’aderenza di queste posizione con quanto sostenuto dalla Congregazione nella citata circolare nella parte in cui si afferma che «va sempre dato seguito alle prescrizioni delle leggi civili per quanto riguarda il deferimento dei crimini alle autorità preposte, senza pregiudicare il foro interno sacramentale». La Cei però ricorda che «nell’ordinamento italiano il Vescovo, non rivestendo la qualifica di pubblico ufficiale né di incaricato di pubblico servizio, non ha l’obbligo giuridico di denunciare all’autorità giudiziaria statuale le notizie che abbia ricevuto in merito ai fatti illeciti oggetto delle presenti Linee guida».
Lo stesso monsignor Crociata (meraviglioso caso di nomen-omen, sincerissimi complimenti al senso dell´umorismo di chi lo ha promosso a questo incarico) – segretario generale della Cei – presentando il documento ha ribadito che «non possiamo chiedere al vescovo di diventare un pubblico ufficiale: formalizzare la richiesta al vescovo di denunciare i casi di abuso vuol dire andare contro l’ordinamento, del resto su questo problema la cooperazione con la magistratura è un fatto ordinario» e inoltre «è chiaro a tutti noi vescovi che bisogna collaborare con le autorità civili, ciò non vuol dire che noi si possa operare in modo difforme da quanto prevede la legislazione». Ovviamente i vescovi – non essendo dei pubblici ufficiali – non sono obbligati in base alla legge (art. 357 – 358 codice penale) a denunciare un reato.


Di certo se in questo documento interno fosse stato fatto obbligo ai vescovi di denunciare i casi di abuso sessuale non sarebbe stata una prescrizione «contro l’ordinamento» o «difforme da quanto prevede la legislazione» per usare le stesse parole di monsignor Crociata: non ci sarebbe stata nessuna violazione di legge in tal caso. Inoltre anche se il privato cittadino (quale può considerarsi un vescovo) non ha l’obbligo di denunciare un reato di cui è a conoscenza, il buon cittadino rompendo il muro di omertà non andrà mai contro la legge se denuncia un reato.

Comunque se il problema è la legge che non assegna ai vescovi lo status di pubblico ufficiale, provocatoriamente si potrebbe proporre di assegnare ai prelati lo status di incaricato di pubblico servizio: considerando l’onnipresenza di membri del clero anche in cerimonie civili l’idea non sarebbe infondata.

Sebbene lo stesso Crociata ha ribadito che «su questo problema la cooperazione con la magistratura è un fatto ordinario», le cifre da lui stesso presentate suggeriscono che sia necessaria una maggiore cooperazione. Infatti in Italia i casi di pedofilia da parte di chierici nel periodo 2010-2011 sono stati finora 135 e solo 77 casi sono stati denunciati alla magistratura.

Wednesday, 5 May 2010

Macumba, Umbanda, Candomblé

É molto lungo spiegare il significato di queste tre parole, ma siccome ne ho parlato ed é facile confondere i tre piani, volevo velocemente dare una definizione e cercare di spiegare sinteticamente le caratteristiche

CANDOMBLE´Il Candomblé é una religione africana importata in Brasile nel secolo XIX dagli schiavi che lavoravano nelle piantagioni di caffé, cacao e zucchero. Monoteista, ha come base l´anima della natura, chiamata Ketu dagli Olorum, Nzambi dai Bantu e Mawu dai Jeje. Questi diversi gruppi originariamente erano le diverse etnie dai cui provenivano gli schiavi, ma oggi sono i vari culti candomblé (un po´come cattolici, protestanti o ortodossi dentro il cristianesimo). Per il sincretismo (cioé la mescolanza con elementi di altre religioni) che si é sviluppato nel corso dei decenni, Ketu\Nzambi\Mawu é assimilato al Dio della religione cristiana. Questo Dio\Natura ha creato dei semidei o divinitá chiamate Orixas come guardiani degli elementi della natura: cosí esiste Ogum, l´orixa del ferro, della guerra, del fuoco e della tecnologia, Oxalá, l´ orixa della pace,  Exu, l´orixa delle case, delle strade, delle cittá e delle persone e molti altri, ce ne sono circa 600. Sempre nel sincretismo, gli orixas sono assimilati ai santi della Chiesa cattolica, nel senso che a molti santi é data la stessa funzione (es. Sant´Antonio per la pioggia), come succede da noi quando si dice che il tal santo é protettore della tal cosa. Ogni orixa ha una personalitá ben definita delle capacitá e viene orato con ituali specifici. Ogni persona é protetta da un orixa che gli viene assegnato alla nascita dal babalorixá, il sacerdote e capo del "terreiro" che é la casa dove si compiono i riti e che viene passata di generazione in generazione ai vari sacerdoti, in linea matriarcale. Per questo la maggior parte dei terreiros sono case antiche e storiche, ed esiste una legge in Brasile per preservarle come monumento nazionale. è diuprattutto nello stato di Bahia.

UMBANDA: L´ umbanda é una religione tipicamente brasiliana, che mescola cattolicesimo, candomblé e la dottrina spiritista di Allan Kardec. Si basa su tre principi: Fraternitá, Amore per il Prossimo, Caritá ed di nascita ufficiale: il  novembre 1908 a Rio de Janeiro, quando lo spirito Caboclo das Sete Encruzilhadas (dei sette incroci) ha dettato al medium Zelio Fernandino de Moraes i principi della nuova religione
Nel 1945 é stata legalizzata. Sinteticamente i principi dell´umbanda sono:
  • esiste un Dio superiore chiamato Olorum, il quale creato vari Orixas per manifestare le sue qualitá Gli Orixas sono quindi una individualizzazione di Dio che rappresentano un aspetto della Natura o della personalitá dell´uomo e si  manifestano attraverso Simboli, Elementi, Movimenti e Colorihe qui esiste una corrispondenza tra Orixas e santi del cattolicesimo (es. Exu é s. Antonio, Oxalá Gesú Cristo)
  • L´anima é immortale e si reincarna
  • Esistono dei medium, o Guide, che possono mettere in contatto il mondo materiale con quello spirituale
Anche nell´Umbanda esistono i terreiros con i sacerdoti che celebrano i riti in piú esistono anche i Medium, che comunicano, come detto, con il mondo spirituale. I rituali sono molto complicati e molto ricchi di simboli

MACUMBA: La macumba é in orgine uno strumento musicale africano, ma in Brasile é passato ad indicare una serie di riti di origine africana, ma non solo, che hanno lo scopo di evocare spiriti con il fine di praticare il male. La Macumba quindi, a differenza di Umbanda e Candomblé non é una religione. Ci possono essere per esempio dei riti di Macumba all´interno del Candomblé (non dell´Ubanda che é sempre votata al bene). I Trafficati di Rio usano molto i riti di Macumba per poter uccidere i rivali o per assicurarsi la protezione di qualche Orixa. Se volete, esiste anche il sito Macumbaonline per farvi da soli la vostra Macumba contro qualcuno. Ce ne sono alcune da provare assolutamente, come "causare incontinenza urinaria", "far crescere i peli sul culo", "far ingrassare 100 kili o piú" e il mio preferito che é "pigrizia automatica", che, anzi, se qualcuno mi volesse fare....