Monday, 22 November 2010

Seca

Manaus e l'Amazonas stanno affrontando la maggior secca del secolo, la situazione dei fiumi (che qui sono la spina dorsale dell'economia, in una regione senza strade) è realmente impressionante, i diversi porti della città sono praticamente in secca , ma la situazione peggiore è nei municipi dell'interno, dove davvero la gente sopravvive solo grazie al fiume. Il governo sta mandando aiuti con l'esercito nei municipi più colpiti, per fortuna nell'ultima settimana ha cominciato a piovere un po' e pare che la situazione migliorerà a partire da dicembre.
Manaus è una città isolata nel mezzo della foresta, il suolo non è fertile (strano per essere nella maggior foresta del mondo) quindi non si coltiva nulla, tutto deve essere importato dal resto del Brasile, per la maggior parte via fiume, quindi questa secca ha come riflesso un aumento dei prodotti: la carne e la verdura per esempio sono aumentate tantissimo; il pesce (qui ovviamente consumatissimo) all'inizio si è abbassato perchè i pescatori ne trovavano molto nell'acqua bassa, ma ora è carissimo: Pacu e Jaraqui, le specie più consumate, hanno prezzi più che raddoppiati.

In questo contesto così drammatico, un risvolto positivo è stata la scoperta, in una zona di solito sommersa, di graffiti rupestri di un'epoca tra 3 e 7 mila anni fa. Questo suggerisce che in quella epoca il Rio fosse più basso, ma soprattutto dà un impulso alla ricostruzione della storia dell'Amazonas pre-colombiana, un'epoca che viene costantemente ignorata sia dai libri che dai ricercatori

Punti di vista

Leggo sul giornale in un'intervista con il deputato dell'Amazonas Bosco Saraiva in cui suggerisce alla nuova presidente Dilma Roussef quali sono le priorità per la città di Manaus: mobilità urbana (verissimo), mancanza di energia elettrica (verissimo), sicurezza pubblica (verissimo, soprattutto in questo ultimo periuodo, in cui si assiste a una vera ondata di assalti, una mia amica è stata rapinata due volte nello stesso giorno), ampliamento del porto ecc.
Ad un certo punto, parlando della necessità di risfaltare le principali strade del Distretto Industriale, dice testualmente: "in quanto l'inverno rigoroso si avvicina e distruggerà la vecchia pavimentazione delle strade"...INVERNO RIGOROSO???????????????????????????????????
Ieri mattina alle 08.00 quando sono uscito di casa c'erano 35 gradi.....punti di vista..

Tuesday, 16 November 2010

Dall'Italia, invece... (basta!)

Nessuno mi restituirà questi anni.

Nessuno mi renderà indietro gli ultimi anni, da quando, prossima alla laurea, ero eccitata all'idea di fare il mio lavoro, quello per cui ho studiato, investito tempo, energie, aspettative, in cui i miei hanno investito denaro, per il quale mi hanno appoggiato, sempre.

Invece dopo la laurea ho colto una bellissima opportunità di stage (due mesi a Firenze a spese mie. Grazie a Dio sono socievole e ho molti amici generosi e disponibili)

poi una bellissima opportunità di lavoro sottopagato ma di grande responsabilità! Il mio lavoro, finalmente, davvero quello che voglio fare nella vita.

Tre anni di vera gavetta (sottopagata) e non uno straccio di ammortizzatore sociale una volta perso il lavoro (perso per motivi politici, perso perché le direttive politiche di settore hanno operato tagli su tagli e io sono una delle vittime).

Poi un'altra straordinaria opportunità di tirocinio all'estero. Il mio voto di laurea e la mia esperienza mi sono valse una borsa di studio, l'università mi ha reso indietro qualcosa (l'unica cosa concreta, finora) ma devo ringraziare una mentalità non italiana se ho potuto approfittare a pieno di quell'esperienza (la borsa di studio non mi sarebbe bastata, ma fortunatamente lavoravo in un luogo e con delle persone che danno per scontato che se lavori, devi essere pagato per il tuo lavoro, anche se stai imparando, anche se il lavoro è bello...).

Poi, dannato il mio desiderio di tornare in Italia, di portare la mia esperienza nel mio Paese, dannata la mia fede nel futuro del mio lavoro in Italia, sono tornata, credendo di avere ancora un lavoro, credendo potesse essere un po' meno sottopagato di prima.

Mi sono ritrovata con una casa non in grado di mantenere, viste le prospettive, senza una lira, da un giorno all'altro e nello spazio-tempo di un viaggio in tram con dei curriculum in mano a fare il giro della città.

E dopo 10 anni fuori casa (certo grazie al sostegno, in gran parte, dei miei) mi sono ritrovata a dover avere la maturità di tornare a casa. A 28 anni la decisione matura è stata quella di tornare a casa: per smetterla di far finta di essere indipendente quando non lo ero, non riuscivo ad esserlo, per cercare la mia strada senza pesare troppo e come una ragazzina viziata, cercare il mio lavoro e prima raggiungere l'indipendenza economica, poi goderne le conseguenze.

Un anno e mezzo.

È da un anno e mezzo che ci provo.

E l'ultimo anno e mezzo è stato il peggiore e più faticoso storicamente (e personalmente) parlando di cui abbia memoria.

Certo, i miei nonni che hanno vissuto una guerra, che sanno cos'è la fame, sanno davvero cos'è la miseria, ne hanno viste di peggio.

Ma la generazione che oggi ha tra i 25 e i 35 anni, avrebbe diritto di credere in qualcosa, avrebbe diritto di costruirsi un futuro, avrebbe diritto a vivere dei frutti di quello che gli hanno insegnato (“studia per avere un futuro migliore”) e non dovrebbe essere nutrita per endovena di televisione, adsl, wireless, smartphone, connessione costante, contatti su contatti su contatti... non dovrebbe vivere indignandosi ogni giorno perché chi dovrebbe governarli, chi dovrebbe farsi carico della generazione che in poco tempo dovrebbe prendere le redini del Paese, si rende protagonista di scandali fini a se stessi, di una gravità inaudita e senza l'importanza che la parola “scandalo” poteva avere negli anni Settanta.

Nessuno mi restituirà degli anni persi a indignarmi!

Viviamo senza la prospettiva di una pensione, anzi, con la certezza che l'era della pensione è finita. Della pensione neanche dovremmo preoccuparci. Non dovrebbe importarci NULLA della pensione, di quello che sarà di noi quando avremo 80 anni. Il risultato comunque è lo stesso: alla pensione ci ho ormai rinunciato (ma i contributi continuo a pagarli, quando va bene).

Ho tutta la vita davanti, dovrei pensare a come posso rendermi utile alla collettività ORA.

E non parlo di volontariato: parlo del sacrosanto diritto (e dovere) di pensare a come le mie capacità, sublimate e raffinate da una formazione che mi dovrebbe essere garantita, possano essere utili al mio Paese e al mondo intero.

Il mio Paese per cui pago le tasse, perché credo che sia giusto pagare le tasse: quando vengo pagata, credo sia giusto che una parte del mio guadagno vada in un fondo che garantisce a me e ai miei concittadini di avere accesso a servizi fondamentali quali istruzione, tutela della salute, sicurezza, cultura, arte...

Probabilmente la maggiorparte della gente, dei miei concittadini in particolare (altrove non è così), non metterebbe arte e cultura nei diritti fondamentali.

Questo è gravissimo: non per me, che voglio (pretendo) che cultura e arte mi diano da mangiare, mi permettano di crearmi una famiglia, avere dei figli, poter rendere ai miei genitori tutto quello che mi hanno dato eccetera.

Per tutti: la cultura non è “qualcosa da ricchi”, non è uno sfizio, un priscio che si possono permettere i ricchi.

La cultura è esattamente l'opposto: nobilita l'uomo, lo rende più consapevole, lo fa uscire dall'ignoranza che è la sua rovina. La cultura serve ai poveri, non ai ricchi. Serve agli ignoranti, non ai colti. Quando ne hai un po', ne vuoi sempre di più.

Andare agli Uffizzi, al Colosseo, a sentir leggere la Divina Commedia, a vedere Il lago dei cigni o Pina Bausch, non serve ai ricchi, ai colti, alle élite, serve al popolo! Per questo vedere forse il meglio della danza contemporanea italiana nello studio di Vieni via con me sono il gesto più politico di tutta la trasmissione (e degli ultimi anni).

La danza contemporanea in televisione: la forma d'arte forse più difficile da capire nel medium più accessibile che esiste (perché per noi, oggi, la cosa più difficile da capire è che si può godere di qualcosa anche se non la si capisce subito, anche se no è spiattellata in tutta la sua facilità come un volgarissimo Grande Fratello).

In quell'occasione mi hanno stupito, e confortato, i commenti di coloro che non sono solitamente avvezzi a “queste cose”: commenti entusiastici, spettatori che volevano saperne di più di quella danza prorompente e bellissima. La dimostrazione che non è la gente che vuole merda. Sei tu che scegli di offrire merda, per colazione, pranzo, cena e dolce. E più offri merda, più la gente ingurgiterà merda, si abituerà alla merda, diventerà drogata di merda e non potrà più fare a meno di Uomini e Donne, non concepirà più programmi in cui non ci siano donnine svestite a dire cose inutili e fare stacchetti insignificanti.

Nessuno mi darà indietro gli anni che ho perso sperando di costruirmi un futuro, sperando di non ritrovarmi a 40 anni nella schiera delle “giovani promesse”, sperando di arrivare a 30 con una professionalità riconosciuta, non con un ruolo da dimostrare, costantemente.

Nessuno mi renderà indietro questi anni, anche se avrei chi denunciare, personalmente.

Ci sarebbe a chi dare la colpa.

C'è chi si è reso pubblicamente responsabile di “consigli” come “sposate un uomo ricco” o “siate carine”,

chi posso incolpare di aver perso un lavoro che mi piaceva e credevo potesse crescere,

chi potrei denunciare perché la mia laurea “magistrale” da 110 e lode non serve a un cazzo,

perché ha favorito il mantenimento di una mentalità clientelare e deprofessionalizzante in Italia (il nostro PIU' GRANDE problema) che crede che se si dà la possibilità a un giovane di lavorare (in Italia si è “giovani” fino a 35 anni) non sia indispensabile pagarlo, dato che gli si dà una straordinaria opportunità,

chi posso incolpare del fatto che i miei datori di lavoro non hanno soldi per pagarmi quanto mi è dovuto, e che quindi non me la posso prendere con nessuno e non posso pretendere niente di più di quello che mi viene dato, perché quando lo pretendo e la smetto di accettare lavori sottopagati o totalmente gratuiti ottengo solo la rinuncia a una straordinaria opportunità,

c'è chi posso odiare (e ho tutto il diritto di farlo) perché a 30 anni mi ritrovo ancora a casa dei miei, senza una lira da parte,

perché i miei non si possono permettere una vera vacanza perché hanno deciso di fare tre figli,

perché hanno permesso a tutti e tre di studiare,

perché credevano che sarebbe servito a dar loro un futuro di benessere,

perché io non so quando potrò averli, dei figli,

perché in Italia si è giovani fino a 35 anni, e quindi prima dei 40 ti comporti ancora come un adolescente (e quindi devi faticare anche a trovare chi i figli li vuole).

Nessuno mi renderà indietro questi anni, ma mi sono

STANCATA

30 anni non li ho ancora compiuti.

Voglio vedere, prima di quel momento (cioè SUBITO) e senza ricorrere a un attentato terroristico, perché mi è dovuto, questo Paese che cambia, la mia professionalità riconosciuta, la mia esperienza che conta, voglio vedere un lavoro, delle opportunità (vere opportunità, non uno “stage”), una famiglia.

Voglio vedere la flessibilità come valore e non come precarietà.

Voglio vedere una cazzo di alba, di speranza,

voglio vedere il futuro sui giornali e nei tg,

non gli scandali,

le minorenni,

gli eco-mostri,

gli accordi stato-mafia,

i diritti delle donne, dei gay, degli immigrati calpestati.

I diritti delle minoranze ma anche della maggioranza, i diritti di tutti, calpestati.

Voglio un Paese diverso, migliore, e voglio costruire il mio futuro, qui o altrove, ma lasciando un Paese diverso e migliore per trovare ancora di meglio, non perché qui non è possibile trovare niente.

Sono stanca. Mentre a trentanni non dovrei essere stanca. Di niente. Mai.

Spero che siano tutti stanchi, spero che reality-show e stacchetti inutili, decoder incorporati e vacanze pagate a rate non abbiano ancora rincoglionito completamente una popolazione che ha avuto quello che si merita ma che spero abbia imparato qualcosa...

Friday, 1 October 2010

Elezioni 2010 - Tutto già deciso?

Domenica si vota in Brasile, in un Election-Day che coinvolge quasi tutti i gradi della politica ad eccezione della carica di sindaco: si vota per Senato e Camera Federali e Statali, per i Governatori degli stati e soprattutto per il presidente della repubblica, la competizione più attesa.
Come forse saprete il presidente Lula non può più candidarsi avendo già completato due mandati, ma la sua presenza e il suo carisma nella campagna elettorale sono stati molto presenti, tanto che la candidata designata dal PT Dilma Rousseff è stata attaccata dall'opposizione durante tutta la campagna proprio con l'accusa di essere semplicemente l'ombra di Lula. E' stata una campagna lunga e con toni a volte aspri, a volte più amichevoli, con tre dibattiti televisivi stile americano che in realtà non hanno detto molto, all'insegna del understatement e del politically-correct: molto più "piccanti" le dichiarazioni dei candidati durante i mesi passati, dove non sono mancate offese e bordate.
Per me è stato incredibile vedere come la stampa nella quasi totalità, e soprattutto la potentissima TV Globo, fossero molto chiaramente contro Lula e Dilma e abbiano appoggiato senza mezzi termini il candidato dell'opposizione Josè Serra, con articoli e editoriali molto duri contro il governo. Ma nonostante tutto la gente sembra già averefatto la propria scelta e dopo i primi mesi in cui i sondaggi davano in leggero vantaggio Serra, ora sembra che Dilma possa vincere addirittura al primo turno.
Molto dipenderà da tre fattori:
- Il fattore Sud: la parte più sviluppata e ricca del Brasile tradizionalmente vota contro il PT, considerato un partito di estrema sinistra e con politiche a danno della classe media: Rio Grande Do Sul, Paranà, Santa Catarina, Minas Gerais sono gli stati dove i candidati si sono più impegnati a fare campagna per cercare di convincere la gente alternativamente a non lasciare il paese in mano a una banda di populisti comunisti amici di Chavez oppure mostrando i numeri di crescita economica e di potere di acquisto della classe media negli ultimi anni. Uno dei politici più popolari del sud, il governatore di Minas Gerais Aecio Neves, nipote dell'ex presidente Tancredo Neves, è stato in predicato di essere prima il candidato dell'opposizione, poi il vice di Serra, carica in realtà che mal si adattava al suo ego un po' berlusconiano, ma alla fine è rimasto fuori dai giochi e questo potrebbe rivelarsi un autogol per il PSDB, il partito di opposizione. Negli ultimi giorni la stampa riportava dell'intenzione di Neves di fondare un suo partito.
- Il fattore San Paulo: sarebbe solo una città, ma con i suoi 20 milioni di abitanti è come se fosse uno stato nello stato. Capitale economica e culturale del Brasile, San Paulo è sempre stata feudo del PSDB, tanto che Josè Serra, paulista, è stato prima prefetto (sindaco) e poi governatore della città. Se Serra farà il pieno di voti qui, come sembra, potrebbe avere qualche chance per il secondo turno.
- Il fattore Marina:  questo potrebbe essere il vero ago della bilancia capace di cambiare le cose: la candidata del Partito Verde (PV) Marina Silva, il terzo incomodo. Chiaramente non ha nessuna possibilità di vincere, nè di arrivare al secondo turno, ma saranno decisivi i voti che prenderà al primo turno. All'inizio della campagna la sua percentuale variava dal 2 al 4%, ma gli ultimi sondaggi la danno al 12% (che è già un successo notevole, considerata la crescita in pochi mesi), una percentuale che potrebbe dare fastidio, soprattutto a Dilma: gli elettori di Marina sono infatti principalmente giovani o militanti del PT delusi dalla "borghesizzazione" del partito e dai vari scandali che hanno caratterizzato questi anni di governo.

Vediamo rapidamente chi sono i tre duellanti:

Dilma Rousseff: Nata a Belo Horizonte nel 1947, è figlia dell'avvocato bulgaro Pétar Russév,(poi brasilianizzato in Pedro Rousseff) arrivato in Brasile negli anni 30. Educata in scuole della classe alta, ha cominciato la militanza in movimenti studenteschi che si opponevano alla dittatura, per entrare poi nel COLINA (Comando de Libertação Nacional), un movimento di lotta armata di cui uno dei fondatori era un suo professore di liceo e dove conobbe il primo marito Claudio Galeano. Dopo uno scontro con la polizia, Dilma e Claudio passarono alla clandestinità spostandosi a Rio, dove Dilma incontrò l'avvocato Carlos Franklin Paixão de Araújo, capo del Partito Comunista Brasiliano, che divenne suo compagno di vita per trent'anni e da cui nel 1976 ebbe la sua unica figlia Paula. Carlos promosse la fusione del COLINA con un altro movimento di lotta armata, la Vanguarda Popular Revolucionaria, per dare vita al Vanguarda Armada Revolucionária Palmares (VAR Palmares). La VAR assaltava banche, organizzava scioperi e mise a segno il clamoroso furto della cassaforte dell'ex governatore Ademar De Baros, considerato il simbolo della corruzione. Dilma si fece un nome nell'organizzazione, una delle poche donne ad avere ruoli di direzione, e venne soprannominata Joana d'Arc da subversão (Giovanna d'Arco della sovversione). Nel 1970 viene arrestata e torturata per 22 giorni con elettroshock, percosse e il tremendo "pau de arara" e condannata a 6 anni di carcere e 18 anni di sospensione dei diritti politici. Quando esce dal carcere ha sviluppato una disfunzione alla tiroide e perso 10 chili. Espulsa dall'Uiversità, si iscrive e si laurea in Scienze Economiche ma non riesce a trovare lavoro perchè il suo nome è sempre nella lista dei sovversivi pericolosi.
Con la fine della dittatura riprende l'attività politica legale e col marito rifonda il Partido Democrático Trabalhista (PDT), da cui esce per contrasti nel 2000 per entrare nel PT. Ricopre vari incarichi nel governo del Rio Grande do Sul fino a che, nella sorpresa generale, Lula la sceglie come ministro per l'Energia e le Miniere nel 2002, durante il primo governo (Nel 2002 arriva una compagna con un piccolo computer portatile in mano. Cominciamo a discutere e subito mi resi conto che lei aveva una marcia in più rispetto agli altri che erano lì con lei, perché lei portava con sé la pratica dell’esperienza come Segretaria per le Miniere e per l'Energia di Rio Grande do Sul. Per questo pensai subito: credo di aver già trovato qui una mia ministra." ricorda Lula). Durante il suo mandato Dilma si batte per pesanti investimenti nel campo dell'energia e per questo ha frequenti contrasti con la ministro dell'ambiente Marina Silva, sua rivale in queste elezioni ("Dilma è la persona più democratica del mondo, a patto che si concordi al 100% con lei". dice Marina). Nel 2003 lancia il programma "Luz Para Todos" (Luce per tutti) con l' obiettivo dell'universalizzazione dell'accesso all'energia elettrica e mise al centro le regioni a basso indice di sviluppo umano e le famiglie a basso reddito. Obiettivo del programma era raggiungere entro il 2008 due milioni di famiglie, obiettivo poi non raggiunto. Dopo lo scandalo che coinvolge il PT, accusato di comprare i voti dell'opposizione, Dilma viene scelta, ancora a sorpresa, come  ministro della Casa Civil, una sorta di ministro dell'Interno con funzioni di sottosegretario alla presidenza del consiglio, carica che ha mantenuto fino all'ufficializzazione della candidatura.
Nel 2009 ha rivelato di avere un cancro al sistema linfatico, curato con chemioterapie (ha usato una parrucca per qualche tempo) e oggi completamente guarito.
Famosa per il suo temperamento forte, è accusata di "aver fatto piangere" il presidente dell'azienda statale petrolifera José Sérgio Gabrielli, dopo una scenata al telefono.
Dilma dice di se stessa: "Non è il mio carattere a essere difficile, lo è la mia funzione. Io devo risolvere problemi e conflitti. Non ho un momento di riposo. Non sono criticata perché sono dura, ma perché sono donna. Sono una donna dura, circondata da uomini morbidi".
Ha un blog ufficiale su internet

Punti forti:
  • Gli ottimi risultati economici e sociali del governo
  • Il carisma e la popolarità di Lula di cui si presenta come successore
Punti deboli:
  • Poca esperienza di gestione politicaIl carattere duro e freddo, ben diverso da Lula
  • L'ombra di Lula da cui è difficile smarcarsi

Josè Serra: Nato a San Paolo nel 1952, figlio di un immigrato calabrese analfabeta, Francesco Serra, di Corigliano Calabro (il paese di Gattuso) e di Serafina Chirico, anche lei calabrese. Cresciuto a Mooca, il tradizionale quartiere italiano di San Paolo, ha fatto il fruttivendolo, come il padre, ma grazie ai sacrifici dei genitori ha potuto iscriversi alla facoltà di Ingegneria Civile dove ha conosciuto i movimenti studenteschi, prima iscrivendosi alla JUC (Juventude Universitaria Catolica) e poi a Açao Popular, un movimento di sinistra con l'appoggio del quale fu eletto presidente dell'Unione Nazionale degli Studenti. Appoggiando apertamente il presidente riformatore Joao Goulart, dopo il colpo di stato militare, Serra fu costretto all'esilio, primain Bolivia, poi a Parigi. Tornato clandestino in Brasile cercò di riorganizzare AP ma in seguito all'ondata di arresti si rifugiò in Cile, dove rimase per 8 anni, concludendo gli studi, conoscendo e sposando la psicologa Sylvia Mónica Allende Ledezma (la coppia ha 2 figli) e lavorando come economista nel governo Allende. Dopo il colpo di stato di Pinochet si impegnò per far fuggire molti perseguitati, per questo fu arrestato e condotto nel famigerato Stadio Nacional di Santiago, da dove fu fatto fuggire da un militare, poi fucilato. Serra si rifugia per 8 mesi nell'ambasciata italiana e poi negli USA dove completa il dottorato alla Cornell University. Tornato in Brasile nel 1977, appoggia la carriera politica di Fernando Henrique Cardoso, che aveva conosciuto in Cile, e che sarà negli anni '90 presidente. Membro dell'Assemblea Costituente dell'1988 nella Commissione Tributaria, ha creato l'assicurazione per la disoccupazione (il nostro assegno di disoccupazione),il fondo finanziario per l'aiuto alle zone più povere del brasile (una specie di cassa del Mezzogiorno)  ed ha criticato la Zona Franca di Manaus. Uno dei fondatori del PSDB (Partito Social Democratico Brasiliano), viene eletto deputato federale e poi senatore, tentando però senza successo varie volte l'elezione a sindaco di San Paolo. Nominato ministro delle finanze ha creato il programma "Brasil em Ação", un pacchetto di opere in partnership tra governo centrale e governi statali. Ma è come Ministro della Salute che fa le cose migliori: il programma di lotta all'AIDS è copiato in tutto il mondo e riceve una menzione speciale dall'ONU e inventa il concetto di medicinali generici a basso prezzo e a dispetto dei brevetti internazionali, cosa che gli costa molte critiche a livello internazionale.
Si candida a presidente nel 2002 ma perde contro Lula. Nel 2004 finalmente riesce a essere eletto sindaco di San Paolo e durante il suo mandato si concentra soprattutto sulla riforma del sistema scolastico, una delle sue priorità anche nella campagna presidenziale. Dopo l'annuncio della sua candidatura i vari partiti che appoggiano Serra hanno litigato per un po' prima di scegliere il vice, scelta poi caduta a sopresa sul semisconosciuto deputato di Rio de Janeiro Indio Da Costa
Senza il carisma di Lula, Serra è un politico di stile europeo, molto professionale e competente, il suo problema è troversi a competere con l'eredità dell'uomo più popolare e amato del Brasile. E' stato difficile anche pensare ad una strategia di campagna elettorale, di fronte agli indiscutibili successi del governo. Purtroppo ad un certo punto, forse per disperazione, è stata scelta la via dell'attacco ad personam contro Dilma (Lula è inattaccabile, non se ne può parlare male), una strategia molto discutibile.

Punti forti:
  • Le ottime cose fatte come prefetto di San Paolo nel campo dell'educazione e delle infrastrutture
  • L'esperienza di governo
  • L'appoggio della classe media del sud e di San Paolo
Punti deboli:
  • Mancanza di carisma
  • La difficile battaglia contro la figura carismatica di Lula
  • I successi del governo precedente
Marina Silva: Nata in una palafitta in Acre (uno degli stati dell'Amazonia geografica) nel 1958, una degli undici figli di due seringueros (lavoratori che estraggono il caucciù), ha imparato a leggere e scrivere a 15 anni, quando è andata per la prima volta in una città, per essere curata da un'epatite. Lavorando come donna di servizio si iscrive all'università a Rio Branco (capitale dell'Acre) e si laurea nel 1981 in storia. Conosce Chico Mendes e con lui fonda il sindacato dei lavoratori della gomma. Nel 1988, fu la consigliera più votata nel consiglio comunale di Rio Branco, conquistando l'unico seggio della sinistra in consiglio. Come consigliera fu al centro di polemiche per essersi battuta contro i privilegi dei consiglieri comunali; per questo motivo si guadagnò, allo stesso tempo, molti avversari politici e molto consenso tra la popolazione. Deputata federale nel 1990 e senatrice nel 1994 è diventata uno dei pochi politici competenti e rispettati proveniente dal nord Brasile. Nominata Minisitro dell'Ambiente nel 2003 da Lula, ha mantenuto l'incarico fino al 2008, quando si è dimessa accusando il governo di  mancato sostegno alla sua politica ambientale. Durante il suo periodo al governo è stata costantemente al centro di vari scontri con altri membri, quando gli interessi economici si contrapponevano alla difesa dell'ambiente. Marina Silva denunciò pressioni da parte di Blairo Maggi e di Ivo Cassol, rispettivamente governatori di Mato Grosso e di Rondônia, per rivedere le misure contro i disboscamenti nell'Amazzonia.
Nel 2007 un movimento apartitico di cittadini, denominato "Movimento Marina Silva Presidente", iniziò a sostenere pubblicamente la possibilità di una candidatura di Marina Silva alla presidenza della repubblica. Per questo nel 2009 lascia il PT e annuncia la sua candidatura. Il suo vice è il ricchissimo Guilherme Leal, fondatore e proprietario della casa di cosmetici Natura, 13° uomo più ricco del Brasile.
Marina è la classica candidata alternativa, che piace ai giovani e ai radical chic di sinistra, con moltissima campagna fatta con internet e le reti sociali, ma che non ha i mezzi e l'appeal per poter pensare a nulla più che un buon risultato al primo turno. Ho sentito molti che voteranno Marina al primo turno e Dilma al secondo.

Punti forti:
  • Candidata nuova, fuori dagli schemi della politica tradizionale
  • Può raccogliere i voti degli elettori di sinistra delusi dal PT
  • E' una delle poche del Nord, un bacino di voti piccolo ma significativo
  • Non ha nulla da perdere perchè parte già sconfitta
Punti deboli:
  • Nessuna esperienza ad alto livello
  • Poche risorse e pochissima forza del partito
  • Programma soprattutto concentrato sulle questioni ambientali

Saturday, 25 September 2010

Ritratto

E' passato più di un mese dal mio ultimo scritto, sono successe tante cose qui ed è passata tanta gente....è stato un agosto intenso, ho conosciuto persone che stanno cercando la propria strada nel mondo, da sole o con un compagno\a e in molte di loro ho rivisto i miei primi passi qui a Manaus, ormai 16 anni fa.
Ringrazio Anna,Claudio,Gabriele,Silvia,Fiorella, Jenine per le chiaccherate e per aver diviso un pezzo della loro strada con me.
La fine di agosto ha portato un altro grande cambiamento: ho lasciato Sao Josè per trasferirmi in una stanza in centro: è stata una decisione sofferta e molto molto meditata, ancora adesso fonte di tanti ripensamenti, ma realmente avevo bisogno di avvicinarmi al centro per non passare più ore alle fermate del autobus (cosa che in realtà non è cambiata di molto) e sugli autobus stessi: ho più tempo per scrivere ora e per fare le cose meno di corsa. Dall'altro lato sono lontano dalle persone che amo (torno a Sao Josè ogni fine settimana però) e dal luogo che per me è sempre stato legato alle motivazioni per scegliere di venire qui. Sto ancora "elaborando il lutto" insomma.
Per il resto manca solo una settimana alle elezioni - scriverò qualcosa sulla campagna elettorale sia federale che statale, che raggiunge i livelli beceri che ci sono in Italia - e qui non piove più, il caldo è veramente intenso.
Essendo in una fase molto meditativa mi piaceva pubblicare qui un pensiero che viene attribuito falsamente (chissà perchè) a Charlie Chaplin e che riassume bene questa specie di diamante dai mille lati che è la vita

 Ho perdonato errori quasi imperdonabili, ho provato a sostituire persone insostituibili e dimenticato persone indimenticabili. Ho agito per impulso, sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare, ma anch'io ho deluso. Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo; mi sono fatto amici per l'eternità. Ho riso quando non era necessario, ho amato e sono stato riamato, ma sono stato anche respinto. Sono stato amato e non ho saputo ricambiare. Ho gridato e saltato per tante gioie, tante. Ho vissuto d'amore e fatto promesse di eternità, ma mi sono bruciato il cuore tante volte! Ho pianto ascoltando la musica o guardando le foto. Ho telefonato solo per ascoltare una voce. Io sono di nuovo innamorato di un sorriso. Ho di nuovo creduto di morire di nostalgia e… ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale (che ho finito per perdere)… ma sono sopravvissuto! E vivo ancora! E la vita, non mi stanca… E anche tu non dovrai stancartene. Vivi! È veramente buono battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perchè il mondo appartiene a chi osa! La vita e' troppo bella per essere insignificante

Tuesday, 17 August 2010

Agosto brasiliano

In questo mese di ferie europee, qualche appunto in ordine sparso:

> A Rio de Janeiro la polizia, in un' indagine per verificare un caso di corruzione tra secondini, ha scoperto che la prigione di Polinter de Queimados e' letteralmente gestita dagli stessi prigionieri, visto che esiste solo un poliziotto per occuparsi di circa 150 internati.I prigionieri hanno le chiavi delle celle e della porta di ingresso, svolgono il servizio di portineria, le perquisizioni nelle celle e durante le visite dei famigliari. Siccome siamo in Brasile, si corronmpevano a vicenda per avere privilegi come stare in una cella meno affollata. Il ministero della giustizia ha aperto un'inchiesta, ma la vicends meriterebbe anche uno studio di sociologia. Nessuno, infatti, e' mai scappato e considerando che hanno le chiavi...

> L' Istituto di Ricerche Economiche ha divulgato un dato molto interessante: dal 1995 al 2008 la percentuale di persone che vivono in poverta' assoluta (cioe' con meno di meta' salario minimo,circa 50 euro al mese) e' scesa dal 43,4% al 28,8. Il sud del paese, la parte piu' ricca, ha ottenuto il miglior risultato, con una diminuzione dal 34 al 13%.

> La segreteria per l' ambiente di Manaus ha divulgato i dati sulle denuncie presentate da gennaio ad oggi per inquinamento sonoro. Sono state ricevute quasi 2000 denuncie, la maggior parte riguardano suono troppo alto in casa di vicini (e chiunque sia passato per Manaus non stenta a crederlo); al secondo posto bar e locali troppo rumorosi e al terzo...chiese e templi religiosi. E in effetti, chissa' perche', e' realmente un must dei pastori evangelici, sbraitare come pescivendoli.

> Siamo ormai in piena campagna elettorale e ogni giorno la vita dei candidati viene passata ai raggi X. Questa settimana sono usciti i dati sui patrimoni: degli 8 deputati amazonensi eletti al parlamento di Brasilia, 5 hanno registrato un aumento del patrimonio che va dal +512% di Rebecca Garcia al +392% dell' ex prefetto di Manaus Serafim Correa, per finire col modesto +10% di Francisco Praciano, uno dei leader del PT (il partito di Lula) amazonense. Ovviamente nessuno si dichiara ricco, giustificando questi aumenti astronomici appena come: "affari andati bene" o, nel caso di Serafim, soldi ricevuti dai genitori. Come paghetta non e' male Serafim! Ma i dati piu' divertenti vengono dalle dichiarazioni degli altri 3 deputati: Sabino Castelo Branco (deputato figlio di madre e padre deputati...passione di famiglia) ha dichiarato un -81% (praticamente il primo caso di politico rovinato dalla politica), Carlos Souza -67% e Silas Camara -35%. Ora, come sia possibile avere meno soldi di quando non si riceveva uno stipendio da deputato e' un bel mistero, ma la cosa peggiore, o forse piu' ironica,e' che tutti e ter verranno quasi sicuramente rieletti. Esattamente come in Italia le persone passano 4 anni a lamentarsi dei politici ladri, ma quando si tratta di votare ci sono sempre un Dell' Utri o un Castelo Branco che possono venirti utili.

> Ma, dulcis in fundo, c'e' chi ha fatto meglio e realmente merita una menzione speciale nella categoria "Faccia come il culo": e' l' ex vereador (piu' o meno consigliere comunale) Henrique Oliveira che ha dichiarato...ZERO! Dicendo di non possedere ne' beni immobili ne' mobili. Inspiegabilmente Oliveira e'stato cassato dall' incarico lo scorso aprile, dopo due anni come vereador. Aspetto di vedere la sua propaganda per le vie di Manaus...

Wednesday, 4 August 2010

Non é un paese per vecchi

Torno a scrivere dopo una pausa dovuta all´arrivo qui a casa di Anna e Claudio con cui ho passato due bellissime settimane, una a Manaus e una a Sao Gabriel con una puntatina al villaggio di Içana, sul fiume omonimo, a 5 ore di canoa da Sao Gabriel. Tornato a Manaus e di nuovo al lavoro, ho trovato la cittá invasa dall´inizio della propaganda elettorale per le votazioni di ottobre (torneró su questo argomento). In mezzo a manifesti e jingles dei vari canditati, ho trovato un dato interessante: qui in Amazonas l´etá media dei 474 candidati - che disputeranno posti come deputato federale, statale, senatore e governatore - é di 45 anni, che curiosamene é anche la stessa media nazionale.
Il candidato piú giovane é Phablo Dantas, di 20 anni, uno studente che si candida per il Partido Verde (PV), il piú anziano Evandro Carreira del Partido Socialismo e Liberdade (PSOL), che ha 82 anni. La donna piú giovane é Naahbila dos Santos del Partido do Movimento Democrático Brasileiro (PMDB) di 22 anni. Lo stesso partito, che rappresenta l´opposizione a Lula, presenta anche la candidata piú anziana, Myriam Moura de Cunha, detta "Café" di 71 anni.
Ogni elettore puó parlare direttamente coi vari candidati attraverso il sito www.pergunteaocandidato.com.br/ (chiedi al candidato), facendo domande alle quali i vari candidati sono obbbligati a rispondere.
Per curiositá, in Italia la media dei politici in Parlamento é di 54 anni (pensavo sinceramente fosse maggiore, il solo Andreotti la alza di molto!), negli USA 62 anni (altissima!), ma il dato si riferisce solo ai senatori, 50 anni in Australia, 51 in Gran Bretagna. Curioso in India, dove a fronte di una maggioranza della popolazione al di sotto dei 40 anni, l´80% dei politici ha piú di 70 anni.